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O R A T O R I O

 

§ 1. La comunità cristiana nel suo agire pastorale testimonia Gesù Buon Pastore, percorrendo nuove strade per cercare, trovare e avere cura dei fanciulli, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani. Tale azione pastorale costituisce la pastorale giovanile.

§ 2. Consapevole della grande rilevanza dell'impegno educativo per l'oggi e per il futuro della Chiesa e della società, la diocesi ha sempre profuso per esso molte energie, specialmente nell'esperienza dell'oratorio e di associazioni, gruppi e movimenti. «Nella nostra tradizione ecclesiale c'è tanta ricchezza e saggezza: la riconosciamo, la custodiamo e la rinnoviamo con il desiderio di essere missionari»[1]. Il compito, assai esigente, può apparire sproporzionato alle forze, ma è reso possibile dalla fiducia in Dio che educa il suo popolo attraverso l'azione dello Spirito santo. Da qui nasce la collaborazione intelligente di tutte le forze vive della nostra Chiesa per delineare e mettere in atto alcune scelte fondamentali, capaci di perseguire un progetto educativo energico e liberante, inserito nella storia[2], aperto all'azione dello Spirito santo.

189. Educatori che sanno incontrare i giovani

 La consapevolezza che i giovani vivono oggi in una realtà sociale complessa, dalla quale ricevono numerosi e diversificati messaggi, e in cui sono condizionati da una pluralità di esperienze, richiede educatori che sappiano incontrarli a partire dal loro vissuto, senza tuttavia abdicare alle esigenze radicali del Vangelo, alla cui luce vanno interpretate le diverse esperienze. I giovani domandano di essere conosciuti e capiti, di essere accolti nella loro problematicità e nelle loro attese; desiderano educatori capaci di farsi loro "compagni di strada", ma insieme esigono di essere illuminati e sostenuti nel loro cammino.




 

 


 

Non può bastarci essere Come Gesù se questo non ci cambia la vita. Un insieme di buone pratiche non è la strada che vogliamo indicare ai nostri ragazzi. L’immagine della Terra promessa che hanno potuto vedere nel loro viaggio quest’estate indicava una meta ben più alta del praticare uno stile di vita senza mettere in gioco le proprie scelte, fino al dono di sé.
Noi puntiamo a colmare il desiderio di felicità che si trova nel cuore di ogni persona, anche dentro il cuore dei più piccoli, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, ma questo percorso prevede un incontro che non può lasciarci come prima e che implica una conversione, che è scelta di vita. La crescita integrale che vogliamo accompagnare, attraverso le attività dell’oratorio durante l’anno e la relazione con una comunità capace di educare (comunità educante), punta alla maturazione della vita di ciascuno, sapendo che questa passa attraverso scelte e rinunce.
Noi sappiamo che ogni ragazzo è chiamato a realizzare la sua personale vocazione, proprio imparando a discernere ciò che è buono e a capire che «Buono è uno solo». Vorremmo farci accanto ad ogni ragazzo ci viene affidato, chiedendogli di ascoltare l’invito che il Signore Gesù rivolge, anche a lui o a lei: «Vieni! Seguimi!»
Se c’è una scelta da compiere è per il bene, quel bene che è Gesù stesso, l’amicizia che si ha con Lui, la fiducia che si ripone nella sua Parola, la fede nella sua decisione di dare la vita, imparando a fare lo stesso. Se c’è una scelta da fare bene è quella che viene chiesta ai ragazzi in questo anno oratoriano, per cui lo slogan è: Scegli (il) bene.
Questo invito, a scegliere bene e soprattutto a scegliere Il Bene, Gesù lo rivolse un tempo a un giovane ricco che gli chiese: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Il Signore non è rimasto in silenzio ma gli ha indicato la via, svelandogli il suo “pensiero”.
Per proseguire il cammino ci viene proposta questa Icona evangelica per l’anno oratoriano 2016-2017, il brano dell’incontro del Signore Gesù con il giovane ricco, nella versione del Vangelo secondo Matteo (Mt 19, 16-21). Perché questa “scelta”?
L’anno scorso il nostro Arcivescovo Angelo ci ha chiesto di lasciarci educare al pensiero di Cristo. Ci chiede quest’anno di approfondire questo suo invito, andando al cuore del diventare per questo discepoli del Signore. Se siamo stati bravi, anche noi ci siamo sforzati di mettere in pratica e di osservare i “comandamenti” fino all’«amerai il prossimo tuo come te stesso», che è quello che Gesù è venuto ad insegnarci, mostrandoci i suoi veri sentimenti. Ma per la nostra felicità, ci manca ancora qualcosa. Lo comprende bene il Signore che propone a quel giovane e a ciascuno di noi di fare un passo in avanti, quello decisivo, che implica una scelta e porta a cambiare vita, donando quel che si possiede per il bene dei poveri e dicendo “sì” a quella parola chiave che è «Seguimi!».
È questa la vocazione, a cui ciascuno è chiamato, sapendo di dover rispondere ad un disegno che è scritto perché ognuno di noi abbia «un tesoro nel cielo».
I ragazzi possono imparare che ci sono scelte che occorre fare per non perdere questa occasione, che ci sono persone che vale la pena seguire ed imitare perché hanno scelto a loro volta di seguire ed imitare il Signore Gesù e che ci sono inviti che bisogna accogliere sapendo che vengono da persone che vogliono il loro bene e che hanno il coraggio di proporre scelte coraggiose e anche controcorrente.
Papa Francesco, nella Messa conclusiva della XXXI GMG a Cracovia diceva così ai giovani del mondo: «...mettersi in gioco, perché la vita non va chiusa in un cassetto. Davanti a Gesù non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice “messaggino”! Cari giovani, non vergognatevi di portargli tutto, specialmente le debolezze, le fatiche e i peccati nella Confessione: Lui saprà sorprendervi con il suo perdono e la sua pace. Non abbiate paura di dirgli “sì” con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente, di seguirlo! Non lasciatevi anestetizzare l’anima, ma puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un “no” forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi». È questo in fondo che vogliamo proporre anche ai ragazzi più piccoli e ai preadolescenti e adolescenti che vivono l'oratorio anche durante l'anno perché possano scegliere bene il Bene che è Gesù soltanto.